Travellers: “Polacchi a Firenze: Viaggiatori e Residenti”

Carissimi World Site Travellers,

guadate un po’ cosa abbiamo scovato per voi tra gli archivi della Fondazione Romualdo Del Bianco?

Si tratta del primo libro della collana Travellers dal titolo “Polacchi a Firenze: Viaggiatori e Residenti”, di cui sotto vi trasmettiamo l’accurata descrizione.

La cosa che più ci ha affascinato di questo libro è la sua volontà di mettere in luce le occasioni e i modi attraverso cui si è realizzata la reciproca influenza fra i valori di cui Firenze è stata eretta a simbolo e quelli del Paese volta a volta preso in considerazione nei successivi volumi della collana, attraverso episodi e protagonisti di questo incontro, ovvero ciò che il nostro sito www.Worldsitetravellers.wordpress.com, più in generale, si prefigge di fare dalla sua nascita!

 

Per maggiori informazioni su come poterlo avere scrivete al nostro indirizzo worldsitetravellers@live.it .

 

Buona Lettura a tutti!!

WST.

 

 

Testi di Luca Bernardini

Fotografie di Massimo Agus

 

 

 

La collana si apre con una serie di saggi dedicati ai viaggiatori dell’Europa Centrale e Orientale e al loro ruolo nella storia della cultura di Firenze. La scelta di dedicare la prima serie della collana a questi Paesi, all’indomani del rapido processo di apertura dei confini, viene incontro alle esigenze di rinnovato confronto che tale processo porta con sé. Una scelta perfettamente in linea con i principi ispiratori , che la collana promuove insieme al Gabinetto Vieusseux: la Fondazione infatti, il cui progetto è nato nel 1992 a Firenze, opera per favorire la reciproca conoscenza tra le diverse civiltà.

“Polacchi a Firenze: Viaggiatori e residenti” apre la collana Travellers. Nel volume si illustra come dal Medioevo a oggi, attraverso il sedimentarsi delle esperienze delle missioni diplomatiche, dei viaggi d’istruzione, dell’esilio, della tensione verso un ideale passato o la creatività artistica, lo sguardo dei polacchi fosse per lungo tempo caratterizzato, rispetto a quello di altre culture, da una profonda venatura critica, all’interno di una ricerca che entro una realtà diversa privilegiava la visione di se stessi e del proprio paese.

Dalle pagine del saggio risalta quanto sia propria del popolo polacco la sofferta ricerca di una collocazione oggettiva della propria ricca civiltà e, al contempo, quanto tra le molteplici culture che compongono la Firenze cosmopolita, quella polacca abbia avuto meno di altre una trattazione proporzionata alla sua consistente e importante presenza.

Ciascun volume della collana Travellers include una ricerca sui rapporti e gli importanti passaggi dello sviluppo dei contatti tra la cultura Fiorentina e diverse culture straniere, una bibliografia essenziale, una mappa della città che invita esplorare Firenze attraverso le impressioni dei passati visitatori, fotografie originali e riproduzioni.

Ogni volume di questa serie presenta in tre lingue – il primo in italiano, polacco e inglese – e con un ricco corredo fotografico, appositamente realizzato, delineando i caratteri principali del rapporto tra la città e i visitatori provenienti dai diversi Paesi, seguito da profili monografici delle figure più significative, anche quelle meno note, che hanno contribuito ad arricchire la storia di Firenze e che a loro volta ne sono stati influenzati.

La collana Travellers può assumere, per il viaggiatore curioso e attento, amante della storia e dei diversi aspetti della cultura, dalla musica, alla letteratura, all’arte in senso lato, il carattere di utile guida alla scoperta di un’inusuale e mai esplorata dimensione della vita di Firenze cosmopolita.

Il nostro augurio è che la collana possa favorire il sentimento di comune appartenenza ad una grande area culturale che condivide molti fondamentali elementi.

 

Il primo volume prende le mosse da alcune considerazioni generali sul rapporto fra la cultura polacca e il viaggio nelle diverse epoche storiche, con una particolare attenzione al viaggio in Italia e alle sue molteplici motivazioni A partire da questo quadro, si cerca di spiegare le cause di una certa ambivalenza dei sentimenti che Firenze poteva suscitare, in quanto città dell’arte e delle libertà repubblicane, ma anche continuamente volta a celebrare la propria gloria passata. Vengono quindi presi in esame i diversi successivi contatti a partire dal primo Rinascimento, prevalentemente epoca di missioni politiche, fino all’età dell’Illuminismo, nella quale il viaggio si caratterizzava per le istanze di approfondimento culturale.

Tra Sette e Ottocento Firenze diviene uno dei centri di propaganda filopolacca. Le spartizioni della Polonia tra il 1772 e il 1795 provocano un’onda migratoria che interessa anche la città toscana e porta alla formazione di una colonia di esuli residenti, interessati a diffondere la conoscenza intorno al proprio paese di origine.

Tra Otto e Novecento la tradizionale commistione fra interessi politici e sensibilità artistica nell’approccio a Firenze si rinnova grazie alla presenza di residenti attivamente partecipi alle vicende politiche e culturali italiane. La colonia polacca cessa di essere una chiusa comunità di emigrés, interagisce sempre più a fondo con la città.

La restaurazione dell’indipendenza della Polonia (1918) da una parte ‘istituzionalizza’ la presenza polacca in città, privandola dei suoi connotati eminentemente politici, dall’altra risveglia l’interesse per una cultura pressoché sconosciuta. Da ospiti, i polacchi in Firenze divengono sempre più attivi interlocutori: Antonina Brzozowska, vedova dello scrittore, diviene la prima lettrice di polacco all’università, Oskar Skarbek Tluchowski traduce Mickiewicz, lo scrittore Iwaszkiewicz vi giunge sulle tracce dei legami storico artistici fra i due paesi, diventando amico di La Pira, mentre uomini di teatro di fama internazionale come Kantor e Stuhr aprono in città i loro laboratori. Non è quindi un caso che sia fiorentino uno dei ‘padri’ della polonistica italiana, Carlo Verdiani.

 

Qualche breve cenno sulla Fondazione Romualdo Del Bianco:

 

Nel corso della sua attività, la Fondazione Romualdo Del Bianco ha reso possibile a molti giovani provenienti dall’Europa del Centro e dell’Est di incontrarsi a Firenze per contribuire a uno sviluppo d’integrazione internazionale senza competizione in questa città, simbolo di pace. La civiltà espressa nel passato da Firenze è sentita da questi giovani come elemento fondamentale della ricchezza culturale e civile dei loro Paesi; meno noto è invece per loro l’apporto che i propri Paesi hanno dato alla sua storia, fatta di fertili incontri di esperienze e prospettive molteplici.

Per maggiori informazioni sull’attività della Findazione Romualdo Del Bianco, vi invitiamo a andare sul sito: www.fondazione-delbianco.org 

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~ di worldsitetravellers su ottobre 16, 2008.

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